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Centro di Documentazione
ALDO MORI
Via G. Galilei, 5 - 30026 Portogruaro - VE
Sezione staccata per il Veneto Orientale
dell' Istituto veneziano per la storia della Resistenza
e della società contemporanea

Biografia di Aldo Mori


Aldo_Mori Aldo Mori nasce a Portogruaro il 18 settembre 1932 da una famiglia di piccola borghesia provinciale. Il nonno Aldo, che secondo tradizione passerà il nome al primo nipote, è originario del ferrarese. Impiegato nelle ferrovie viene comandato presso la stazione di Portogruaro, dove si trasferisce con la famiglia.

Il padre, Fedele, lavora come impiegato presso una ditta edile; sposa Ildegarda Bellotto (tedesca per parte di madre) di Corbolone (piccola frazione di S. Stino), che dà alla luce due figli, Aldo e Paolo (1937). La famiglia, comprese due zie paterne, risiede a Portogruaro in un piccolo appartamento nella centrale via Mazzini.

La madre, signora di delicata fragilità, dopo il parto del primo figlio era rimasta indebolita, per cui il piccolo Aldo passa buona parte del suo tempo vezzeggiato dal nonno e dalle due zie, Lina e Antonietta, alle quali resterà sempre profondamente legato. Così che, quando il padre si trasferisce in rione S. Francesco, Aldo continua a trascorrere la maggior parte del suo tempo in Via Mazzini, anche perché nel frattempo era nato Paolo, cui la mamma dedicava le rimaste energie: morirà molto giovane il 20 gennaio 1949, quando Aldo aveva 16 anni.

Nel 1944 termina, tra il plauso dei maestri, le scuole elementari e si decide di fargli frequentare le medie presso il locale collegio vescovile G. Marconi, unica scuola media a Portogruaro, cui si accede previo esame d'ammissione. Finite con successo le tre classi, nonostante Aldo chieda di affrontare le magistrali perché desidera fare il maestro, la famiglia lo convince a continuare il ginnasio, non esistendo a Portogruaro un istituto magistrale, se non femminile (l'alternativa sarebbe stata Udine).

Aldo continua con impegno il ginnasio, verso il quale, però, non si sente motivato. Ottiene risultati sufficienti nonostante gli sforzi prodigati: impara per esperienza personale che la motivazione positiva è indispensabile a rendere fruttuoso lo studio. Ma insiste: preferirebbe fare il maestro; così, al termine di una faticata quinta ginnasio il padre consente al magistrale.

E così il giovane, a 17 anni, si trova in Collegio ad Udine.
Nel 1955 possiede un diploma "abilitante", che può spendere immediatamente in un posto di lavoro statale. Così fa il maestro e, avendo anche vinto il concorso, si trova inserito nei ruoli dello stato. La sede che gli fu inizialmente affidata fu Fossalta. Da quella sede non si spostò più.

Continua a vivere a Portogruaro con le zie Antonietta e Lina, che lavorando da sarta, rimpingua, prima, e sostituisce poi la pensione del nonno. Spesso lo si vede percorrere a piedi, pensoso, il rione S. Francesco, allora alberato di tigli, per andare a salutare il babbo ed il fratello.
Eletto in Consiglio Comunale a Fossalta, ha come amico e compagno di dialogo Bruno Panegai, che frequenta assiduamente.

Nel 1967 si trasferisce con il padre e le zie in via Ugo Foscolo e più tardi, nel 1983, rimasto con la sola zia Antonietta ed avuta occasione di acquistare una piccola casa a modico prezzo, stabilisce anche la residenza a Fossalta, portando con sé la zia, che trascorre lì i suoi ultimi anni.
Non c'è, però, mattina o pomeriggio che non faccia la sua capatina a Portogruaro.

Verso la metà degli anni Settanta, decide di mettere in scena con i suoi scolari le Lettere di Anna Frank, trasformate in dialoghi.
Verso la fine degli anni Settanta, dopo quotidiane discussioni sulla condizione miserrima della storiografia relativa alla Resistenza (l'unico testo significativo è quello del Battaglia), decide di mettersi a raccogliere quante più testimonianze fosse possibile tra le persone che hanno in qualsiasi modo partecipato (o ricordano accadimenti o persone) alla lotta di liberazione dai nazifascisti, "per preservarne la memoria".

È la scintilla dalla quale ha genesi il testo "La resistenza nel mondo contadino".
Lasciato l'insegnamento alla scuola elementare, Aldo Mori alla fine degli anni Ottanta indirizza la sua vocazione educativo-sociale all'ultima grande invenzione. Accogliendo nell'estate del 1988 la richiesta di alcune ex allieve di continuare privatamente il programma di educazione all'immagine, avviato durante l'allora appena trascorso anno scolastico, apre nella mansarda della sua casa fossaltese un laboratorio di grafica e pittura. Nasce così La Soffitta, in cui il maestro ha modo di dedicare in maniera più ampia e costante alla passione per il bello l'ultima parte della sua vita.

Muore il 19 luglio 2006.

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